Pineta di San Vitale a Ravenna: da Ca’ Vecchia alla Pialassa della Baiona

Ci sono dei giorni in cui l’esigenza di perdersi nella natura si fa più intensa del solito. Soprattutto quando, dentro di te, stai vagando alla ricerca di chi sei. Ecco perché amo la Pineta di San Vitale a Ravenna. Nelle giornate più fredde, in pieno inverno, il sole sembra intrufolarsi tra le chiome dei pini marittimi solo per scaldarti il volto. Ed è qui che, in attesa di abitare una casa che ancora non c’è, posso per qualche ora sentirmi al sicuro.

Dalla Pineta di San Vitale alla “Pialassa Baiona”

Mappa Pineta San Vitale Ravenna

Gli itinerari che attraversano la riserva naturale sono svariati. Uno più bello dell’altro. In aiuto ai visitatori che giungono ad uno dei luoghi più affascinanti del Parco Regionale del Delta del Po, c’è una mappa dell’intera Pineta di San Vitale, che segnala i vari percorsi (vedi foto sopra).

Che sia la stagione del foliage o estate inoltrata, addentrarsi all’ombra di questa gigantesca foresta – conta 1000 e oltre ettari di superficie – è un’esperienza da non perdere nei dintorni di Ravenna. La biodiversità della zona si esprime in una flora e fauna sorprendente. Dal ligustro al biancospino, tra gli arbusti; dagli aironi ai cigni, fino a splendidi fenicotteri rosa, che si spostano periodicamente tra le varie zone umide della Pialassa Baiona.

La Pialassa (o Piallassa) Baiona, comunemente chiamata “Valle”, è una specie di laguna che confina con la pineta ad ovest e l’area costiera di Marina Romea – Porto Corsini ad est. Per un approfondimento sul significato di questo appellativo bizzarro, ti consiglio di dare un occhio al sito web di Ravenna Tourism.

Intanto posso anticiparti che si tratta di un sistema collegato di canali artificiali, bacini d’acqua che variano in base alla marea e bacini ad acqua dolce isolati dal mare per proteggere la riserva dall’intrusione del sale.

C’è poi un segreto su questa pineta. Girovagando per i suoi sentieri, nei punti più remoti, potresti incappare in qualche maestoso cavallo selvatico. La leggenda narra di circa 500 cavalli turchi importati da monaci missionari nel Cinquecento, in un’area naturale molto più estesa di quella che troviamo oggi. In teoria, sono ancora una trentina quelli che dimorano nella pineta. E spero che chiunque la visiti possa sperimentare l’emozione di trovarsi faccia a faccia con uno di loro.

Come arrivare alla Pineta di San Vitale dalla Stazione Ca’ Vecchia

Pineta San Vitale Ravenna come arrivare

Giungendo dalla Strada Romea, si può parcheggiare in concomitanza della Stazione di Ca’ Vecchia (o Ca’ Vecia): qui sorge un casolare abitato da guardie forestali (o, meglio, pinetali). Accanto all’enorme parcheggio, gratuito nei mesi invernali, si apre una vasta zona verde adibita a pic-nic.

Ed è da lì che sono partita, in un freddissimo weekend di gennaio, con ancora qualche traccia di neve sparsa qui e là, per tornare a respirare. Lasciato il casolare sulla sinistra, mi sono incamminata tra i pini che mi invitavano ad entrare in questo “giardino segreto”.

La Pineta di Ravenna in inverno

Oltrepassando il Canale Fossatone, ghiacciato per metà, comincio a seguire il percorso che, anche da Google Maps, è tracciato e ben segnalato. Dato che ancora non conoscevo la pineta ed ero da sola, ho preferito evitare di spingermi al di fuori. Ma lungo l’itinerario troverai parecchie deviazioni, che sono comunque indicate sulla mappa.

Al di là del canale, per esempio, si cela una minuscola chiesetta, l’Oratorio della Madonna del Pino. Non vedo l’ora di divertirmi a raggiungerla, la prossima volta che mi avventurerò qui. Mantenendoci invece sul sentiero principale, sulla sinistra spunteranno degli splendidi scorci sul canale, dove ho pure scovato una specie di volante con scritto dappertutto il mio numero fortunato. Sulla destra, invece, si inizieranno ad aprire delle distese d’acqua.

Incontrerai facilmente delle zone umide e stagnanti lungo il tragitto, ma è proprio questo il bello di questa Pineta – e della Pialassa. Ed è immergendomi sempre più nel verde che, ad un certo punto, scorgo in lontananza l’immensità della Valle. A quel punto, si può decidere se proseguire a destra, o a sinistra. La camminata, fin qui, dura circa 20-30 minuti.

Io, innamorata della luce soffusa con cui un tiepido sole iniziava la sua lenta discesa, ho optato per la seconda opzione. Proseguendo, noterai alcuni sbuchi prossimi alla riva lagunare. Da lì riuscirai a scorgere qualche “capanno” da pesca, tipici del posto. Ho scoperto solo di recente che vengono chiamati anche “padelloni”.

Tra l’altro, fra i molti, famoso è quello che ad oggi è battezzato come Capanno Garibaldi. Un tempo chiamato Capanno del Pontaccio, nell’agosto del 1849 fu il luogo in cui Garibaldi trovò riparo durante la sua fuga dai soldati austriaci. Il sito è visitabile e ospita anche alcuni cimeli storici.

Un’oasi di pace a due passi dal mare

Pineta San Vitale Ravenna percorsi

Non so perché, ma ogni volta mi trovo immersa nella natura, nel silenzio, vicina all’acqua, riesco ad abbassare ogni mia difesa e a sentire genuinamente il battito del cuore. Sarà che la natura non ti giudica, e ti lascia libera di esprimerti in ogni fragilità. E io, puntualmente, mi commuovo. Per questo mi sono seduta a meditare in mezzo ai pini, nonostante le mani ghiacciate e un mezzo rischio di ipotermia. Non mi importava, non mi importa mai.

Comunque, per tornare all’inizio, ti basterà ripercorrere le orme che ti hanno accompagnato fin lì. Considera che questo è, tra i percorsi della Pineta di San Vitale, il più semplice e breve. C’è poi un intero giro ad anello che ti conduce alla scoperta di tanti altri angoli nascosti. Per visionarli tutti, ti consiglio di sbirciare su Komoot e di non fare altro che lasciarti sorprendere.

Alice in WonderWords
Un abbraccio da Alice in WonderWords! 🙂

Una replica a “Pineta di San Vitale a Ravenna: da Ca’ Vecchia alla Pialassa della Baiona”

  1. Racconto… no, non direi, non proprio. E’ cosi puntuale, semplice, coinvolgente che sembra proprio di essere lì, camminare al tuo fianco mentre parli di questo splendore. Grazie, è stato un momento di evasione pura!

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